giovedì 25 febbraio 2016

Un anno di Sinistra Unita per Samarate.


Oggi è passato un anno dalla nostra formazione. Un anno di lotte, di battaglie e di presenza costante nella nostra città.  Tanti Auguri Sinistra Unita.
Adelante!

martedì 16 febbraio 2016

Il tarlo dell'indifferenza.

di Primula Rossa.


Primula Rossa,come del resto parecchi militanti di sinistra,aveva il vizio o il pregio di pensare a lungo. La sua mente era un susseguirsi di pensieri,un fiume in piena a cui occorreva dare una direzione sicura e a cui rinforzare gli argini perché non esondasse. La difesa della Costituzione a cui non poteva sottrarsi,come militante antifascista dell'Anpi. Le unioni civili, per dare più civiltà ad una nazione, in cui si proponeva una falsa modernizzazione, ma che nel concreto della vita quotidiana vigevano ancora tabù e ipocrisie di ogni sorta. La battaglia e l'impegno sui problemi comunali:rifiuti solidi urbani, viabilità e i rapporti con le altre forze politiche con le quali occorreva dialogare e confrontarsi per non rischiare di essere isolati o peggio ancora inascoltati.
Nuovi impegni per l'anno che era ormai iniziato. Ma, se l'avversario politico locale era il centrodestra, per lui ne esisteva un altro ben più pericoloso ed insidioso, più potente e reale: l'indifferenza dei suoi concittadini. Lo ripeta spesso ai compagni durante le riunioni, quasi fosse un'ossessione, ma da un pò di tempo era sempre più convinto che, a volte, anziché avere grandi sogni e progetti, occorreva avere il coraggio di guardare in faccia alla dura e cruda realtà.

giovedì 24 dicembre 2015

Un Natale da ricchi, anzi di più.

di brancolonelbuio.

“Ciao Lumumba, sono Giovanni, ti va bene se ci troviamo insieme a Natale o hai già altri impegni?”
“Va benissimo Giovanni, bella idea di festeggiare insieme il Natale, anche se non è la mia festa preferita eheh”
“Allora ci si trova verso le dieci, non serve dirlo ma l’invito è esteso alle tue mogli Aisha e Faizah e a tutta la masnada di figli che ti ritrovi, ahahah. Fammi un favore invita tu Mustafà e chi altri vuoi e fammi sapere in quanti siete”
“D’accordo entro sera ti confermo tutto. Porto i bonghi. Ciao fratello. Ah porto anche un casco di banane ahahah”
“Ciao Carlo, cosa ne dici se ci si trova insieme per Natale?”
“Ottima idea Giovanni, mi rende felice sapere che la combriccola si riunirà, era un po’ che non accadeva. Dimmi cosa posso fare che lo farò con immenso piacere.”
“Hola Josè, avevo pensato di invitare te e la tua famiglia per Natale, sei d’accordo?”
“Non chiedermelo nemmeno, sarà meraviglioso stare ancora una volta tutti insieme”
“Ascolta, ci sentiamo più avanti per decidere cosa far preparare alle donne ahahah. Mi raccomando porta la tromba. Ah avvisa anche Juan e Carlos e dì loro di portare le maracas e il suono della pioggia e del tuono. Una cortesia ti chiedo: niente bandiere del Che mi raccomando ahahah”
“Tranquillo chico, hasta la victoria siempre ahahahahahah”
“Ciao Ivan ci si trova quasi tutti insieme per Natale tu che fai?”
“E me lo chiedi. Mi precipito con Aniezska e prole. Sei sempre così genuino tu. Fammi sapere cosa c’è da preparare che diamo una mano. Conta su di me per qualunque cosa.”
“Pronto Franco, sono Giovanni, dì a Giorgia di mettersi in azione che a Natale ci deve deliziare con le sue invenzioni. A te non chiedo nemmeno se mi dirai di sì. Se mi dici di no ti depenno per sempre e poi mi devi fare da spalla per le improvvisazioni”
“Va bene, eravamo giù di morale, appena lo dirò a Giorgia le tornerà il sorriso. Grazie amico mio.”
“Ciao “Ch’an”. Senti una cosa, a voi del Natale ve ne importa meno di nulla, ma siete di compagnia, cerca di raggiungerci senza inventarti le solite balle. Non preparare niente da mangiare che la vostra cucina ci fa venire il brucior di stomaco ahahahahahah.”
“Giovanni sei il solito provocatore e non chiamarmi Ch’an, almeno a Natale. Contaci, ci saremo, porto il Dragone, anche se non mi appartiene come tradizione, e gli aquiloni per il pomeriggio dei bambini, e le lanterne per la sera. Per te porto una delle mie campane.”
“Non dimenticare i tuoi racconti, sei un amico Ch’an, come faremmo senza di te”
“Ciao Kaito, ci farebbe piacere fossi dei nostri per Natale con tutti i tuoi cari”
“Oh Giovanni San! Non t’immagini che piacere mi fa il tuo invito, ti ringrazio molto per questo pensiero gentile che hai nei nostri confronti. Permettimi di portare del pesce crudo, quello che avanzerà al mercato generale in cui lavoro, poi ci penserò io a prepararvelo. Ancora grazie, siamo molto onorati io e tutta la mia famiglia di essere presenti e…”
“E piantala Kaito, possibile che sono 40 anni che sei qui da noi e ancora tutti questi salamelecchi”
“Ti stavo prendendo in giro “onolevole signole” ahahahah”
Passai nelle piazze del paese, alla stazione e fuori dai centri commerciali, avevo diversi amici messi appena peggio di me. Potevo fare poco per loro, ma non lasciarli soli a Natale o in una triste mensa per diseredati (che poi questa è solo una mia arrogante supposizione dovuta alla ormai mia dichiarata disillusione sul sistema).
“Ciao Marco, avvisa i tuoi compagni di strada che a Natale si sta tutti insieme, pare non manchi nessuno. Arrivate un po’ presto così vi fate una bagno caldo, l’acqua calda ce la possiamo ancora permettere e cerca di non dimenticarti il sax che finisce che te lo rubano come l’altra volta…lo sai che è pieno di barboni in giro ahahah”
“Per fortuna ci siete voi che tenete duro Giovanni, che avete fatto squadra perché le mie forze seguono le speranze, ormai ridotte al lumicino. Sarà una grande jam session.”
Ci siamo trovati nel capannone di Klajdi, con cui ho organizzato la festa. Klajdi aveva messo su un’azienda internazionale, nel senso della provenienza dei lavoratori (come Lumumba, Marco e Ivan) e lo stato gliel’ha mandata in rovina ed ha dovuto chiudere, ma il capannone ce l’ha ancora, che non lo vuole nessuno e ci paga l’ICI e tutto il resto.
Abbiamo messo giù una serie di assi da ponte su cavalletti ricoperti da splendide tovaglie pitturate, ognuna coi tessuti e i colori delle nostre Terre, un po’ di decoro e i lumini che abbiamo avanzato dal giorno dei morti a creare l’atmosfera. Abbiamo portato lì quattro vecchie stufe e legna da bruciare e alloro e ulivo secchi da profumare l’aria, che la caldaia vecchia va benissimo ma non c’è più l’allacciamento al gas.
Alla fine ci siamo trovati in 77, più le gambe delle donne.
Qualcuno ha detto una preghiera, qualcuno ha cantato. Tutti hanno ascoltato e partecipato con profondo rispetto per gli altri.
Ch’an ha fatto qualche katà, lui è bravissimo nelle arti marziali è un vecchio Tibetano, sì di quelli che vivevano sopra i 4000. Quando lo chiamo “Ch’an” diventa tutto rosso, prima o poi assaggerò la sua arte e patapum mi metterà schiena a terra. Il suo nome è Milarepa.


Sulle tavole c’era il bendiddio, sentite un po’.

Menù di Natale 2014, l’anno ultimo della vecchia Era.
Antipasti:
Mortadella saporita al pistacchio che con poche palanche ne compri mille fette ed è buona davvero.
Insalata russa fatta in casa, compresa la maionese con le uova fresche del Sandrino, il nostro vicino che non ha potuto venire perché deve curare la vecchia madre Teresa, che c’ha l’alzheimer e costa troppo ricoverarla e che non si può più trasportare.
Verdure (cipolline, peperoni, cavoli, cetrioli e tutto quanto il resto) sott’olio, senza olio che ci è servito per friggere le patatine che dopo i bambini si lamentano se non ci sono
Insalata di pollo. Non dovrei dirlo che dopo si arrabbia, ma i polli li ha procurati Carlo che cerca di fare ancora il macellaio. Ha detto di far sapere in giro che li ha rubati all’allevatore più grande della zona, quello che c’ha un sacco di lavoratori in nero. Che tipo strano e riservato che è Carlo.
Tapas di Josè e Juan, delle mogli per dirla tutta, e le torte salate di mia moglie Claudia che sono più buone per il mio palato, ma guai a dirglielo alle donne di Josè e Juan.
Primi piatti:
Spaghetti allo scoglio, senza scoglio, che è difficile da digerire.
Risotto ai funghi porcini. No, non è un lusso, i funghi li abbiamo raccolti pochi mesi fa fra i cerri e i castagni qui attorno.
Secondi piatti:
Saltati, non in padella, assenti volevo dire, che dopo tutte quelle prelibatezze ci sentivamo gonfi.
Beh Lumumba e Mustafà hanno portato un cuscus misto di verdure e carne, però senza carne che Carlo, il macellaio, l’aveva finita. Non l’hanno fatto loro, loro non sanno fare niente in cucina, da ringraziare sono Aisha e Faizah e Shakina.
Ah! Anche il pesce crudo di Kaito era eccezionale. L’elite lo chiama sushi, Kaito no.
Formaggi: che la buca l’è minga straca sa la sa no da vaca
Gorgonzola, qualche kilo, tutto quello che era in offerta speciale alle 20,25, cinque minuti prima che il negozio chiudesse per due giorni e mezzo.
Dolci: non previsti. Tanto poi qualcuno li prepara sempre. Allora diciamo “dolci a sorpresa”

Al pomeriggio iniziano i giochi, la solita tombolata. “Fuori i fagioli…Cinquinaaaa…Tombolaaaa! Cosa ho vinto? … Tutti i fagioli….Evvivaaaaaaaa!”
Pausa caffè, niente sigarette fanno male e poi abbiamo deciso, tutti quelli che fumavamo, di smettere perché al sistema gli diamo meno che possiamo. Un’ambasciata va a trovare il Sandrino, quello che ci ha donato le uova, portando un po’ di “dolci a sorpresa”.
Marco attacca col sax, entra Carlo al pianoforte, è quello vecchio ma accordato, simbolo di un tempo passato che non tornerà più se non per oggi, assolo di Josè alla tromba, rullo di bonghi di Lumumba, Milarepa manda in risonanza la sua campana tibetana che permea l’aria attorno e mantiene la vibrazione, e perfettamente si incastra il rumore del tuono e della pioggia che scroscia.
Macchemmusica!
“Però manca la neve!”
“E chi l’ha mai vista la neve, Giovanni” dissero Carlos e Mustafà insieme.
“Da me c’era sempre la neve, era il Natale che non sapevo cos’era, ora lo so” esclamò Milarepa.
“Manca la neve, volevo dire per i bambini, bisogna fare qualcosa per loro. Fuori il dragone.”
E si dà il via alla processione, e le bimbe e i bimbi sotto il telo del dragone a scuoterlo e Milarepa che racconta con le sue mille maschere brutte.
Poi un salto nel prato fuori a far volare gli aquiloni e a battere le mani dal freddo.
Un giorno che si vorrebbe non finisse mai e invece giunge il buio e la malinconia.
Cala il silenzio giunge l’ora delle lanterne di carta velina.
Ognuno ne ha una, si accendono i lumini, quelli avanzati, si tengono sul palmo della mano e si attende che salgano al cielo. Ognuna sceglie il suo momento, sono anime libere.
Salgono, su e ancora più su. Abbiamo lo sguardo lontano e gli occhi che si fanno piccoli.
In silenzio fra le nuvolette dei respiri.
Una voce:
“Cosa starà succedendo là fuori?”
“Fuori il mondo va a rotoli, stiamo qui ancora un po’ insieme, prima che venga domani” disse Marco.
I bambini sorridevano ed erano felici e noi con loro.

………..

* Fuori il mondo va a rotoli, stiamo qui ancora un po’ insieme

mercoledì 23 dicembre 2015

Lo zampognaro.

di Gianni Rodari.



Se comandasse lo zampognaro che scende per il viale, sai cosa direbbe il giorno di Natale? "Voglio che in ogni casa spunti dal pavimento un albero fiorito di stelle d'oro e d'argento". Se comandasse il passero che sulla neve zampetta sai che direbbe con la voce che cinguetta? "Voglio che i bimbi trovino, quando il lume sarà acceso, tutti i doni sognati, più uno,per buon peso". Se comandasse il pastore dal presepe di cartone sai che legge farebbe firmandola col suo stesso bastone? "Voglio che oggi non pianga nel mondo un solo bambino, che abbiano lo stesso sorriso, il bianco,il moro,il giallino". Sapete che vi dico io che non comando niente? Tutte queste belle cose accadranno facilmente: se ci diamo la mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l'anno.

Un Buon Natale a tutti i lettori e lettrici di Syntagma
da Primula Rossa.

martedì 1 dicembre 2015

Una serata con Primula Rossa e i suoi pensieri.

di Primula Rossa.

Se ne stava al computer a leggere gli interventi più o meno interessanti della bacheca civica: il signor Sotuttoio, con le sue ormai noiose dissertazioni politiche che non interessavano più ad alcuno, se non a qualche amico dell'amico.
Si crogiolava la mente pensando alla schedina delle scommesse SNAI che aveva perso per una partita, purtroppo non era l'unica. 
Ricordava dettagliatamente i flash di Vic sulla politica nazionale e locale, nonchè le afose serate estive passate con lui davanti a un quartino di rosso cercando un pò di refrigerio.
Rifletteva di tanto in tanto sull'incontro col PD locale la sera prima, gli interventi dei compagni, le proposte politiche per il futuro, i dubbi che non l'abbandonavano mai, perchè le certezze appartenevano ormai ai giorni migliori. Ma non voleva pensare più a quell'entusiasmante passato, non c'era cosa peggiore che farsi vincere dalla nostalgia. Occorreva necessariamente agire, propagandare, farsi sentire con ogni mezzo d'espressione. Modestamente in quel campo sia lui che i compagni erano sufficientemente preparati..Leggere, certo, continuare a leggere articoli di politica e di cultura, approfondire le tematiche attuali, per non cadere nella monotonia della routine quotidiana. 
Pensiero dopo pensiero si convinceva che tutto ciò i compagni l'avevano capito, ognuno immerso nelle proprie passioni e interessi. Poi certo, occorreva anche trovare un momento per stemperare le tensioni e, tra una battuta e l'altra, con un bicchiere di vino si finiva sempre col fare una sana risata, ricordando il tal personaggio e le sue storie.
Sul monitor apparve improvvisamente sull'angolino destro una luce rossa, una notifica del compagno Andrea: 'Piazza Syntagma aspetta un articolo di Primula Rossa'. 
Non poteva deludere i compagni e si mise a scrivere qualche nota e poi un'altra ancora tanto da formare un articolo per Syntagma. Certo,scrivere,era una delle cose più naturali che gli riusciva di fare, a volte era una salutare ed indispensabile esigenza. 
Ora che aveva completato l'articolo, non vedeva l'ora di terminare la lettura di' Ruggine' di Carlo Albè, un ottimo libro su un insolito personaggio della Resistenza, finchè il sonno non sarebbe arrivato.

lunedì 30 novembre 2015

I Flash di Vic! Vol.3

di Vic.





Samarate sicura:
  • Da qualche settimana ci siamo accorti che a delinquere non sono extracomunitari.
  • Magari qualcuno é dispiaciuto, ma dovrebbe intervenire, nonostante tutto.
  • La delinquenza non ha colore!
Taglio tigli:
  • Sig. sindaco Tarantino cosa aspetta a tagliare questi benedetti tigli, "malati e pericolosi", ed a sostituirli con altre essenze arboree?
  • La storia infinita!
  • Così i cittadini samaratesi potranno raccogliere firme peri altri problemi, molto più gravi, per esempio i parchi per cani.
  • L'amministrazione deve amministrare e prendere decisioni.
  • Saluti.


venerdì 27 novembre 2015

Quando dici una bugia, rubi il diritto di qualcuno alla verità.

di Sinistra Unita per Samarate.


Il punto sull'integrazione Samaratese.

Diciannove mesi fa sono giunti a Samarate giovani ragazzi africani, rifugiati e richiedenti asilo politico. L’ente gestore ha trovato sul territorio comunale, prima in affitto e successivamente acquistato, un immobile dove ospitarli. In questo lungo periodo la comunità samaratese ha detto e scritto molto relativamente a questo argomento, spesso senza cognizione di causa. 
Al loro arrivo la prima amministrazione Tarantino entrava nell’ultimo anno del suo mandato e, dopo essere stata riconfermata alle ultime amministrative, la ritroviamo ancora qui a governare Samarate. Nel corso di questo periodo non è cambiato nulla. L’amministrazione (prima e dopo le elezioni di maggio 2015) ha dato segnali di menefreghismo ed intolleranza riguardo la presenza dei giovani del Mali e del Gambia residenti prima in via 5 Giornate e, successivamente, traslocati in via Ollearo. 
In modo particolare la Lega Nord, partito del Sindaco e di maggioranza, ha strumentalmente utilizzato la presenza di questi ragazzi per fini elettorali e di propaganda, attraverso stampa, con comunicati e volantini, rilasciando affermazioni false. Ha miserabilmente strumentalizzato il fenomeno epocale delle migrazioni di uomini, donne e bambini, da paesi in estrema difficoltà. Gli stessi paesi deturpati per colpa delle guerre e impoveriti grazie allo sfruttamento e al saccheggio di risorse vitali, perpetuati dalle multinazionali, quasi sempre con la partecipazione dei paesi occidentali.
Una delle dichiarazioni non vere è ripetere che le spese per la gestione dei richiedenti asilo sono sostenute dallo Stato italiano. E’ ormai di dominio pubblico che la Comunità Europea ha a disposizione un Fondo Europeo per i rifugiati per garantire ai profughi il vitto e l’alloggio. In questo fondo tutti gli Stati membri versano una parte, e questo vale anche per l’Italia che li versa all’Europa in ogni caso (questi soldi poi vengono usati per attività di svariato tipo).  Il Fondo Europeo per i rifugiati non può essere dirottato. Esso dà lavoro agli enti che vincono i bandi di gara e fanno circolare nuovamente soldi nel territorio. Infatti, questi fondi europei possono in parte tornare a circolare nel territorio italiano proprio grazie ai profughi. Gli enti che si aggiudicheranno i bandi di gara avranno di che pagare stipendi e far girare la moneta per gli acquisti dei prodotti necessari per garantire il servizio del bando. 
Possiamo discutere se la quota di 35/40 euro giorno per persona è una cifra esagerata o meno, se l’ente gestore come cooperative, associazioni o altri, lavorino in modo etico, oppure anche sulla loro eccessiva speculazione. Non è però corretto che l’amministratore pubblico non dia le giuste informazioni al cittadino. 
Uno dei numerosi volantini, che la Lega Nord Samarate ha distribuito, denunciava la gestione dei richiedenti asilo da parte di cooperative rosse, quali sfruttatrici del fenomeno rifugiati. Rileviamo che le cooperative che operano in questo settore non sono un'esclusiva di un certo orientamento politico o culturale, inoltre usare l’aggettivo “rosse” per le coop attualmente in essere è anacronistico, queste coop oggi fanno riferimento al Partito Democratico, a cui dello storico valore del colore rosso è rimasto ben poco se non nell’accenno alla bandiera italiana presente nel suo simbolo. L’ente gestore dei “ragazzi di via Ollearo” non è una cooperativa, è una azienda agricola in cui, come ci è stato confidato da un ex-assessore della prima giunta Tarantino, alcuni rappresentanti hanno simpatie politiche per la Lega nord . 
Dicevamo all’inizio che molto si è scritto e dichiarato sull’argomento rifugiati da parte del Sindaco Tarantino. Nel precedente mandato la maggioranza di centro-destra ha votato una mozione dell’ex-consigliere Luca Macchi, ora assessore, che esprimeva la volontà di inserire i giovani richiedenti asilo in progetti di lavori socialmente utili. Bene, anzi male. La giornata ecologica, svoltasi durante la campagna elettorale, a cui i ragazzi di via Ollearo hanno partecipato attivamente, è stato un vanto della vecchia amministrazione, ma oltre non è andata. Nulla da allora è emerso nelle azioni dell’amministrazione del Sindaco, fatto salvo l’aver firmato un protocollo d’intesa (guardandosi bene di sostenerlo attivamente) promosso da ACLI, Caritas e ANPI, a cui hanno aderito altre associazioni samaratesi, come Protezione Civile, Proloco e Ludoteca. 
Da mesi Caritas, ACLI, ANPI e Protezione Civile hanno studiato progetti e proposte, causate dall’assenteismo del Sindaco Tarantino, non riuscendo non solo a decollare, ma nemmeno ad accendere i motori. L’unico progetto avviato con eccellenti risultati è il corso di alfabetizzazione promosso e gestito da Caritas e ACLI, dove nessun merito si può attribuire al primo cittadino di Samarate. 


Riteniamo che questo atteggiamento del Sindaco e della sua maggioranza (principalmente la Lega Nord) non faccia altro che alimentare polemiche, sospetti, commenti inopportuni da parte di cittadini male informati, con l’unico scopo di mantenere in piedi un castello di sabbia e alimentare una propaganda politica intollerabile. Questo situazione di stand-by (in cui la scelta politica dell’amministrazione è evidentemente quella di non scegliere) obbliga i giovani rifugiati, consapevoli di dover dare un contributo attivo al paese che li ospita, all’emarginazione, alla solitudine, ad essere additati come parassiti, clandestini a priori, e un pericolo per la comunità stessa. Riteniamo necessario che chi rappresenta la cittadinanza, seduto in consiglio comunale e soprattutto il primo cittadino, si attivi per dare avvio ai progetti già esposti ed a valutarne altri in sviluppo, nell’indirizzo di integrazione reale fra i cittadini Samaratesi e i richiedenti asilo.